BIPV - Building Integrated Photovoltaic

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L’hangar di Como

Sistema architettonico: 
Tetto inclinato
Destinazione d'uso: 
altro
Anno di costruzione sistema BIPV: 
Da 2013
Fonte: 
BIPV meets history
Indirizzo: 
Viale Massenzio Masia, Como, IT

L’hangar di piazzale Somaini all’Idroscalo Internazionale del Lago di Como è una struttura storica per l’intera comunità comasca.

La prima costruzione dell’hangar iniziò nel 1930-31 a seguito della fondazione del l'Aero Club Como ad opera di personaggi del territorio appassionati del volo, tra questi l’architetto Giuseppe Terragni e di molti entusiasti privati il 6 aprile 1930. Insieme all’aeroclub fu fondata anche la scuola di volo.  L’interesse per l’idroaviazione era molto solido nel territorio comasco fin dai primi anni della sua esistenza.

A seguito degli avvenimenti della seconda guerra mondiale l’hangar diventò un deposito di materiali per l'esercito tedesco e, dopo la Liberazione, un campo per militari inglesi in attesa di essere rimpatriati. Nel dopoguerra della base di idrovolanti restava solo un hangar vuoto. Grazie agli eroici sforzi di pochi entusiasti vennero acquistati alcuni aeromobili e con queste macchine il rinato Aero Club, intitolato a Giuseppe Ghislanzoni, pilota di Calco caduto in combattimento durante la prima guerra mondiale, avrebbe continuato la sua attività per oltre vent'anni. Gli anni Settanta furono un periodo buio per l'aviazione idro comasca, a causa delle mire sull'area dello stadio e dell'hangar di vari potentati economico-politici, delle ristrettezze economiche, della conseguente esiguità della flotta, delle penalizzanti normative dell'aviazione civile, tanto che in non pochi momenti il Club fu sull'orlo della chiusura.

Dal 1980 si deve invece registrare un completo cambiamento. Da un lato il Club è riuscito a proporre a livello internazionale il suo specialissimo prodotto, dall'altro le autorità e i poteri locali hanno incominciato ad accorgersi che gli idrovolanti potevano rappresentare un importante elemento per veicolare l’immagine della città e il territorio. Nuove normative aprivano inoltre in questi anni le acque alla possibilità di decollare e ammarare liberamente. L’idrovolantistica comasca divenne una delle più importanti del mondo.

Dopo il 2000 l'attività del Club è sostanzialmente cresciuta, consolidandosi anche nell'immaginario collettivo e diventando emblematica dell'intero territorio lariano. La scuola di volo, oltre a essere la più antica del mondo, è quella che opera con la maggiore varietà di aerei, contando nella sua flotta, tra gli altri, anche alcuni aerei storici. Il Club è inserito nel tessuto sociale offrendo importanti servizi nel campo della Protezione Civile e della promozione del territorio.

Analisi storica del fabbricato hangar

L’opera finanziata dallo Aero Club su terreno concesso dall’allora Podestà del Comune di Como ing. Negretti, venne completata a cura del Comune che ne diventò proprietario. Nella fase progettuale dell’hangar furono formulate varie proposte, tra cui quella dell’architetto Terragni il cui progetto fu bocciato e l’incarico della costruzione dell’hangar passò all’ing. Carlo Ponci anch’egli molto vicino agli ambienti dell’Aero Club.

I lavori furono eseguiti dalle Officine BERNASCONI di Como. L’hangar è a pianta quadrata (32 m x 32 m) e costituito da 6 portali a traliccio in acciaio ad interasse 6.30 m circa con schema isostatico ad arco a tre cerniere sagomati a doppia falda portanti la copertura formata da 4 arcarecci su ciascuna falda, pure a trave tralicciata, NP 120 ad interasse due metri circa ortogonali lungo la linea di massima pendenza e correntini UPN 40 per l’ancoraggio dei tirafondi di fissaggio del manto in lastre di ETERNIT ondulate (allegato doc. G schema strutturale). Nella parte centrale, a cavallo del colmo, si estende un lucernario con struttura metallica e vetri retinati fissati a stucco della superficie di circa 130 mq.

Negli anni 1989-90, conseguente allo stato di degrado delle lastre in fibrocemento, per garantire la tenuta ed ai fini della sicurezza data la presenza amianto, è stata posata una sovracopertura costituita da pannelli in lamiera grecata di alluminio e, per la parte traslucida, da policarbonato alveolare.

Di particolare interesse è il portone, interamente in acciaio, sul prospetto nord, fronte lago, ad apertura totale di 30 m ed altezza prossima a 6 m, formato da 4 ante scorrevoli sulle quali sono incernierati due battenti, il tutto impacchettabile ai due lati e pivottante in modo da garantire l’intera luce libera. I tamponamenti laterali (est ed ovest) sono in mattoni pieni intonacati al civile e tinteggiati, inseriti tra i portali ove sono presenti i controventi a K ed a crociera in continuità con quelli di falda a campate alterne e finestrature in serramenti metallici con vetri retinati, mentre il lato sud è aderente alla muratura della palazzina avieri.

Il complesso è assoggettato a tutela monumentale come risulta dalla nota prot. n. AA/7475 del 22/10/1987 Ministero per i Beni Culturali e Ambientali – Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici, Milano.

Interventi di riparazione conservativa

Nell’aprile 2019, a seguito di eccezionali eventi atmosferici che avevano divelto circa 300 mq di tetto, è stato necessario iniziare un intervento di riparazione conservativa della copertura. La riparazione non ha interessato le strutture portanti, le chiusure laterali e il pavimento, i quali sono mantenuti nello stato originario.

La riparazione ha riguardato il rifacimento della porzione danneggiata posizionando pannelli compositi policarbonato-acciaio grecato verniciato in modo da riproporre la percezione dell’originario manto di copertura e proposto quale campionatura per la sostituzione di tutta la parte opaca del tetto. Soluzione assunta in progetto che ha interessato anche il vetro retinato del lucernario esistente integrato e conservato dove possibile in accordo con gli orientamenti suggeriti dalla Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio di Como e provincia. Al di sotto del vetro è stata prevista una rete ai fini della sicurezza e superiormente, per garantire la tenuta e la protezione dell’originario, pannelli grecati in policarbonato trasparente con la medesima sagomatura di quelli in lamiera.

Sistema fotovoltaico

Sulla falda ovest in prosecuzione sia planimetrica sia di partizione morfologica, è stata progettata l’installazione di un sistema di pannelli fotovoltaici per una superficie di circa 100 mq con una capacità di produzione elettrica nell’ordine di 15 kW tale da rendere autosufficiente l’attività insediata. Il risultato formale evidenzia l’integrazione dei pannelli fotovoltaici per la copertura tecnologica posati in continuità complanare con il lucernario. Le attuali tecniche di produzione degli elementi solari consentono inoltre la medesima colorazione dei pannelli fotovoltaici sia per il risultato estetico sia per evitare ostacolo alla navigazione aerea.

Progetto
dott. arch. Francesco Mattia Zussino

dott. ing. Franco Panzeri        

 

Integrazione estetica

I pannelli fotovoltaici sono posti in opera privi di telaio a vista; lo sviluppo in superficie dei pannelli è identico a quello dei lucernari presenti sulla falda ovest che hanno suggerito gli allineamenti dei moduli fotovoltaici per mantenere l’equilibrio compositivo tra superfici con texture lucida (vetro) e texture opaca (lamiera).

Integrazione energetica

Da un’analisi della produzione in fase progettuale è risultato che l’energia necessaria a ricoprire il fabbisogno energetico dell’edificio fosse circa il 64% dell’energia prodotta. Il rimanente 36% sarebbe stato introdotto nella rete nazionale.

Intergazione tecnologica

I moduli fotovoltaici sono applicati alla copertura in lamiera e assumono quindi la sua inclinazione ma non ricoprono altre funzioni tecnologiche.

Processo decisionale

Il processo decisionale è stato caratterizzato da una costruttiva collaborazione con la Soprintendenza di Como che, già in fase iniziale aveva evidenziato la possibilità dell’installazione di moduli fotovoltaici e ne ha suggerite, con esame in situ, le combinazioni delle caratteristiche commerciali del prodotto con lo scopo della ottimale integrazione sulla copertura approvandone il progetto.

Ancora in corso è invece l’approvazione in linea tecnica ed economica da parte del Comune di Como. Si ipotizza l’inizio dei lavori non prima dell’estate 2021 con costi a scomputo dei canoni di concessione dell’hangar all’Aero Club, ente gestore dell’idroscalo.

Lesson learnt

La normativa in materia energetica, in continua evoluzione, si è fatta sempre più stringente e vincolante per gli interventi sugli edifici di nuova costruzione; tuttavia, in Italia è presente un grandissimo patrimonio edilizio esistente che va recuperato ed adeguato. In particolare, rivestono particolare attenzione gli edifici vincolati per varie ragioni al benestare delle Soprintendenze.

In quest’ultimo particolare quadro si colloca l’edificio hangar dell’Aeroclub che, oltre ad essere un edificio storico doppiamente vincolato (sia come bene monumentale che come vincolo paesaggistico), è anche e soprattutto un edificio con forte vocazione tecnologica.

Approcciarsi dunque ad un edificio del genere è certamente un ambito di intervento che pone forti limitazioni da un lato ma, cercando di applicare una visione “conservativa” in evoluzione, che non si limitasse a cristallizzare il manufatto nel tempo, si è cercato di seguire una logica che fosse condivisa anche da chi doveva verificare ed autorizzare l’intervento in progetto.

Ovviamente l’iter autorizzativo in questo caso è stato certamente di elevato impegno, considerato anche che oltre alla Soprintendenza è stato convolto il Comune di Como, proprietario dell’hangar. Condividendo come linea guida dell’intervento, la logica della vocazione tecnologica dell’edificio hangar si è potuto dimostrare come l’integrazione energetica sia possibile ed è anche un passo fondamentale nel processo di conservazione di edifici analoghi.

Dati

DATI EDIFICIO

Tipologia progetto: 
Riqualificazione
Destinazione d'uso: 
Altra funzione
Sistema di integrazione: 
Tetto inclinato opaco

DATI SISTEMA BIPV

Tipologia moduli: 
Moduli standard
Tecnologia FV: 
Silicio policristallino
Potenza nominale [kWp]: 
19.80
Dimensione sistema [m²]: 
100
Dimensioni moduli [mm]: 
992x1650x35
Orientamento: 
sud / sud-ovest
Inclinazione [°]: 
6

COSTI SISTEMA BIPV

Costo totale [€]: 
28000
€/m²: 
280
€/kWp: 
1414

DATI PRODUTTORE

Produttore: 
Suntech
Indirizzo: 
-
Contatto: 
sales@suntech-power.com

Map

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