BIPV - Building Integrated Photovoltaic

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Fondazione Museo Pino Pascali - Ampliamento e Riqualificazione

Sistema architettonico: 
Tetto opaco
Destinazione d'uso: 
pubblico
Anno di costruzione sistema BIPV: 
Da 2013
Fonte: 
BIPV meets history
Indirizzo: 
Via Parco del Lauro, Polignano a Mare (BA)

A pochi metri dal mare, un vecchio mattatoio comunale ospita la Fondazione Museo dedicata a Pino Pascali, uno tra i principali artisti dell'Arte Povera, nato a Bari e scomparso prematuramente negli anni sessanta. Come nuovo museo, la struttura ottocentesca - già interessata da una precedente espansione che ne aveva fortemente alterato il carattere - richiedeva il completamento e la riqualificazione degli spazi interni ed esterni, nonché l'attivazione di nuove aree funzionali, al fine di adattare l'edificio ai requisiti specifici di un luogo destinato ad ospitare opere d’arte contemporanea.

Il sito di progetto rientra in una zona fortemente vincolata del Comune di Polignano a Mare, dichiarata di notevole interesse pubblico e tutelata con Decreto di vincolo ai sensi della L.1497 D.M. 23/12/1982. Con riferimento alla disciplina dei beni paesaggistici e degli ulteriori contesti è individuata tra le aree vincolate ai sensi dei piani paesistici territoriali P.P.T.R. e PUTTP/Puglia. L’area, ricadente nei ‘territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 mt dalla linea di battigia’ -caratterizzati nel caso di specie dalla presenza della falesia e di un interessante sistema di grotte marine - costituisce un punto panoramico strategico per la città, in quanto si affaccia sia verso il centro storico che verso la costa est e lo Scoglio dell’Eremita. Quale attrattore e punto di osservazione, l’edificio è facilmente accessibile tramite il lungomare attrezzato con percorsi pedonali e ciclabili dai quali si godono visuali panoramiche su paesaggi, luoghi ed elementi di pregio, naturali ed antropici.

La struttura si compone di due livelli, di cui uno interrato. La sua conformazione è l’evidente risultato delle differenti fasi costruttive susseguitesi nel tempo. La preesistenza ottocentesca si configura come un volume basso, composto da piccoli ambienti voltati ed illuminati da finestre di ridotte dimensioni. La parte di più recente realizzazione presenta sale a doppia altezza provviste di ampi lucernari e di grandi vetrate sul mare. L'ubicazione dell'edificio ha suggerito un progetto fortemente incentrato sul rapporto con il suo contesto geografico e urbano, in particolare attraverso la creazione di spazi dehor, di un piccolo parco per le sculture, aperto al quartiere ed al mare, e la realizzazione di un percorso panoramico di accesso al roof garden.

Riqualificazione

In linea generale, il progetto di restyling è stato finalizzato ad armonizzare, attraverso minimi interventi, l’edificio con il suo contesto e la sua nuova destinazione. Per quanto riguarda le strutture preesistenti, l'intervento ha comportato la ridefinizione dei prospetti e degli ingressi, la creazione di un piccolo bookshop, l'allestimento di un caffè letterario dotato di vetrate sul mare e di un'area dehor, oltre che il recupero dei depositi al piano interrato, ora destinati ad ospitare la collezione permanente della Fondazione. Il colore bianco tipico della regione è stato proposto diffusamente in esterno per distinguere i nuovi volumi dall'edificio ottocentesco. Il suo uso nelle sale interne e nelle aree di accoglienza del piano principale ha contribuito a creare spazi neutri e luminosi adatti ad accogliere opere di arte contemporanea, mentre la calda e scura atmosfera delle finiture grigie si è rivelata ottimale per gli spazi interrati destinati alle installazioni luminose, alla digital art e alle video proiezioni. La struttura e stata resa accessibile a tutti attraverso interventisull’impianto ascensore esistente; un nuovo sistema di rampe e scale che mette in collegamento la passeggiata pubblica con il piano di copertura del museo. Al fine di ridurne l’impatto sul paesaggio e favorirne l’integrazione con l’edificio esistente, entrambe le strutture, prive di solai di copertura e di tettoie, sono state schermate sui lati liberi con murature e pannelli di tamponamento intonacati e pitturati di bianco. A causa della presenza in copertura di notevoli salti di quota tra le diverse zone dell’edificio, si è provveduto alla ridefinizione delle aree e dei percorsi di collegamento mediante la costruzione di nuove rampe metalliche e nuove pavimentazioni galleggianti, impostate in taluni casi su strutture autonome rispetto ai solai ed all’estradosso delle volte esistenti.

Risanamento energetico

Allo scopo di rendere interamente praticabili le superfici di copertura e ridurre i livelli di irraggiamento e di dispersione termica all’interno dell’edificio si è provveduto alla sostituzione dei lucernari in policarbonato presenti sui lastrici delle sale espositive laterali ed in corrispondenza dell’ingresso principale, con vetri calpestabili basso emissivi montati su strutture in acciaio verniciato di adeguata sezione. Il nuovo uso pubblico del terrazzo ha inoltre imposto lo spostamento di alcuni impianti esterni e la messa in sicurezza degli spazi circostanti le unità di trattamento dell'aria (UTA). Essendo l’immobile in parte già dotato di impianti di riscaldamento e climatizzazione, le misure relative al risparmio energetico e alla conseguente riduzione dei costi di esercizio e manutenzione del museo si sono orientate nel senso della sostituzione di alcuni serramenti esterni con nuovi infissi a taglio termico e vetri basso emissivi, che garantiscono la riduzione del coefficiente di trasmittanza termica al di sotto dei parametri indicati per la zona (U=2.1 W/mqK per le finestre apribili e assimilabili).

Impianto fotovoltaico

Al fine di ridurre ulteriormente i costi e il consumo di energia elettrica, si è provveduto all’installazione di un impianto fotovoltaico di tipo integrato, applicato in aderenza all’estradosso della copertura voltata della sala centrale. La scelta della tipologia di impianto integrato si è rivelata ottimale in quanto non impattante a livello paesaggistico ed esteticamente gradevole. Il sistema BIPV, in questo caso utilizzato in sostituzione e integrazione degli strati impermeabili della copertura voltata in legno lamellare, si è posta come unica possibile tecnologia compatibile sia con la nuova destinazione degli spazi esterni interessati, sia con il regime di vincoli gravante sull’area e sull’edificio.

L’impianto fotovoltaico integrato ha previsto nello specifico la posa in opera sulla struttura voltata, al di sopra di una guaina esterna ardesiata esistente, di un sottofondo composto da una membrana sintetica di impermeabilizzazione resistenza al fuoco e ai raggi UV ottenuta per coestrusione di una lega di poliolefine elastomerizzata. Tale impermeabilizzazione è stata effettuata per tutta la copertura a volta di dimensioni circa 17.00x10.00m. La scelta cromatica ai fini dell’integrazione è stata orientata sul colore grigio chiaro del fondo e il blu dei moduli. I moduli installati sono costituiti da 50 lamine fotovoltaiche in silicio amorfo di dimensione ciascuna circa 5.49x0.39m, per una potenza nominale massima unitaria pari a 128 Wp, un peso complessivo di 7.7 kg, ovvero per un peso per unità di superficie pari a 3.56 kg/m2. Tale installazione consente di disporre di una potenza nominale complessiva pari a 6,40 kWp alla tensione di 230V sul piano di copertura della volta esistente del corpo centrale del museo. I moduli fotovoltaici sono stati collegati elettricamente in serie per cinque stringhe. I cavi elettrici di collegamento sono stati disposti all'interno di un'apposita canalina e vengono alimentati da due inverter, schermati con apparecchiature di protezione, sezionamento e misura posti entro un quadro elettrico dedicato all’impianto fotovoltaico. Attraverso un gruppo di misura, si può controllare l’immissione in rete o il relativo utilizzo presso il museo dell’energia prodotta, trattandosi di un impianto del tipo con scambio sul posto.

Progetto Architettonico

Antonella Mari

Direzione lavori

Francesco Angelillo

Direzione lavori delle strutture

Matteo Lorusso

Forniture

Mogs srl Unipersonale

Integrazione estetica

La copertura fotovoltaica non è visibile dal mare poiché l'ex mattatoio si colloca su un'alta costa rocciosa. Essa diventa invece visibile dagli edifici circostanti, dalle vie di accesso e dai terrazzi dell'edificio stesso creando un contrasto cromatico tra il colore scuro del silicio amorfo e la nuova struttura di colore bianco. Questo contrasto ricorda le scelte cromatiche tipiche dell'architettura di questi luoghi. L'integrazione estetica è di tipo geometrico e morfologico. La copertura fotovoltaica si adatta perfettamente alla forma curva della copertura esistente. Gli elementi captanti del sistema fotovoltaico sono del tipo ultrasottile in silicio amorfo. Grazie allo spessore ridotto e alla loro flessibilità è stato possibile adattare le lamine al curvo estradosso della copertura. I moduli coprono quasi l'intera superficie del corpo centrale, garantendo una buona integrazione morfologica. 

Integrazione energetica

Il sistema delle 50 lamine fotovoltaiche ha una potenza nominale di 6.4 kWp ed è dotato di un sistema di misura dell'energia prodotta la quale viene destinata agli usi del museo. Per quella prodotta in eccedenza è previsto lo scambio sul posto verso il gestore nazionale.

Intergazione tecnologica

Le lamine fotovoltaiche del Museo Pino Pascali sono state integrate nella copertura a sostituzione del vecchio manto impermeabilizzante. Esse essendo applicate su un supporto di poliolefine elastomerizzato impermeabilizzante hanno resistenza al fuoco e ai raggi ultravioletti (UV) e collaborano all'isolamento termico dell'edificio.

Processo decisionale

La decisione che ha portato alla scelta e all’installazione della tipologia di pannelli BIPV è avvenuta in accordo con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari che ha preferito questa soluzione rispetto ad altre. Sono state valutate diverse tipologie di pannelli fotovoltaici di tipo rigido che, a causa della curvatura della copertura del museo, avrebbero avuto un impatto visivo maggiore in quanto si sarebbero viste dal mare e dalla strada. In alternativa è stata valutata anche la possibilità di installare i pannelli fotovoltaici in altre aree del roof garden. Queste possibilità sono state ritenute non idonee in quanto avrebbero reso le aree impraticabili. Le lamine fotovoltaiche flessibili sono state selezionate in quanto si adattavano alla curvatura della superficie di copertura, permettendo di coprire tutta l'area disponibile. In questo modo hanno permesso anche di risolvere il problema funzionale ed estetico della guaina di impermeabilizzazione esistente, da ripristinare e coprire in quanto in parte ammalorata. Altre tipologie di pannelli fotovoltaici In alternativa, si sarebbero dovuti installare 

Lesson learnt

Il team di progettazione non avevo avuto occasione di utilizzare e testare questo tipo di fotovoltaico integrato in precedenza e l'esperienza del fotovoltaico integrato per il Museo Pino Pascali è stata positiva sotto tutti i punti di vista: funzionali, di installazione, di resa energetica ed estetici. Ciò considerato, quella delle lamine flessibili ultrasottili è la prima soluzione che la progettista considera quando si tratta di valutare la possibilità ed opportunità di installare un impianto fotovoltaico in contesti e su architetture di pregio.

Dati

DATI EDIFICIO

Tipologia progetto: 
Riqualificazione
Destinazione d'uso: 
Pubblico
Sistema di integrazione: 
Tetto inclinato opaco

DATI SISTEMA BIPV

Tipologia moduli: 
Moduli custom
Tecnologia FV: 
lamine fotovoltaiche in silicio amorfo
Potenza nominale [kWp]: 
6.4
Dimensione sistema [m²]: 
108.07
Dimensioni moduli [mm]: 
5486x394x4
Orientamento: 
NA
Inclinazione [°]: 
Varie

COSTI SISTEMA BIPV

Costo totale [€]: 
NA
€/m²: 
NA
€/kWp: 
NA

DATI PRODUTTORE

Produttore: 
United Solar Ovonic Europe GmbH
Indirizzo: 
Via Monte Baldo, 4 37069 Villafranca (VR), Italia
Contatto: 
+39.045.8600982 / italyinfo@uni-solar.com

Map

Via Parco del Lauro, Polignano a Mare (BA)

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